Karl Lagerfeld ci ha lasciati, o forse no: la leggenda continua a vivere

Karl Lagerfeld

Karl Lagerfeld ci ha lasciati… o forse no, la leggenda continua a vivere nella storia, nella fantasia, nello spirito del nostro tempo

Da pochissimo sappiamo che Karl Lagerfeld se ne è andato. Un vuoto immenso resta nei cuori di coloro che gli erano vicini e anche di chi lo ha sempre ammirato da lontano.

Karl Lagerfeld

Karl Lagerfeld

Rendere omaggio al Kaiser è un’impresa titanica. Come si può raccontare la storia, il mito che ha vissuto sulla terra, tra noi comuni mortali, fino ad una manciata di secondi fa?

Karl Lagerfeld, la biografia e la leggenda

Sembra che sia nato il 10 settembre 1933, anche se la data esatta in cui è venuto al mondo non è mai stata confermata, ad Amburgo, in Germania. Karl ha sempre sostenuto di essere nato nel 1935. Qualcuno sostiene che sia del 1938.

Di quest’uomo, di questo semidio, non sappiamo in realtà con certezza né quando sia arrivato tra di noi, né quando se ne sia andato esattamente, né come.

A poche ore dalla sua scomparsa, infatti, già proliferano voci non confermate, leggende, storie fantastiche. Forse è vivo, nascosto per non mostrare al mondo il decadimento del suo corpo, per una malattia non identificata. Per lo stesso motivo, per nascondere il volto provato, si sarebbe lasciato crescere la barba, da circa un anno.

Karl Lagerfeld malattia

Karl Lagerfeld il mistero

Altri dicono che in realtà Karl Lagerfeld sia morto molto prima dell’annuncio ufficiale, rimandato di quasi un mese, per non turbare la settimana della moda a Parigi. E’ vero che, per la prima volta in 36 anni, il Kaiser non è uscito in passerella il mese scorso, alla sfilata di Chanel.

L’informazione ufficiale data a Parigi è stata che si sentisse troppo stanco per lasciare il letto. Da qui tuttavia avrebbe diretto con precisione maniacale tutte le fasi della sfilata.

Chi lo ha conosciuto sostiene che sarebbe uscito anche strisciando.

La forza inumana del suo spirito è del resto universalmente riconosciuta da quando perse 42 chili in appena un anno, per poter indossare gli abiti dello stile che trovava più adeguato alla sua persona.

Chi era Karl Lagerfeld

E’ una caratteristica propria dei grandi personaggi che nella storia della loro vita la fantasia e la realtà si intreccino. E’ così che nasce il mito.

Da Napoleone I a Maria Antonietta, ultima regina di Francia, a Steve Jobs, da Marylin Monroe fino a Elvis Presley e Lady Diana Spencer tutti coloro che ricordiamo, li ricordiamo per la loro storia, ma anche per la loro leggenda. Karl la sua leggenda ha cominciato a scriverla da giovanissimo.

Karl Lagerfeld colletto

La mamma era tedesca, il padre veniva da una famiglia di banchieri. La fortuna di famiglia fu poi consolidata dall’importazione di latte condensato in Germania.

Le cose si complicano già qui: Karl Lagerfeld sostiene le origini nobiliari della famiglia. Spiega che la madre (in realtà forse una commessa) era conosciuta come “Elizabeth di Germania” e che il padre era Otto Ludwig Lagerfeldt, di una nobile casata svizzera.

I primi passi di Kaiser Karl a Parigi

Nobili o no, grazie all’agiatezza conquistata e consolidata negli anni, nel 1953 si trasferisce a Parigi. Nel 1955, vince un internato presso Paul Balmain, ma tre anni dopo preferisce tentare l’avventura presso Jean Patou. La sua prima sfilata, tra spacchi vertiginosi e scollature profonde, crea uno scandalo senza precedenti.

E’ in questi anni che incontra Yves Saint Laurent, dal quale però lui stesso si dichiara non particolarmente impressionato, nonostante fosse considerato dai colleghi più giovani un vero Dio in terra.

Karl Lagerfeld e Yves Saint Laurent

Karl Lagerfeld e Yves Saint Laurent

A guardarli a distanza, non sorprende che la ferrea disciplina teutonica di Kaiser Karl faticasse ad incontrare lo spirito mediterraneo ed irriverente del grande Yves. Erano due modi completamente diversi di vivere la propria vita di esteti ed artisti.

Anche da Jean Patou, Karl Lagerfeld dichiara di annoiarsi e lascia il lavoro, ufficialmente per ricominciare a studiare. Egli stesso dichiara però di trascorrere in realtà i successivi due anni in spiaggia, dove osserva divertito la vita.

Probabilmente annoiato anche dal dolce far niente, utilizza parte del suo patrimonio per aprire un piccolo negozio a Parigi. E’ in questo periodo che una veggente gli promette un futuro radioso nel campo della moda e dei profumi.

Karl Lagerfeld la nascita di un marchio e di un mito

Nel 1963, diventa direttore creativo di Chloé, dove può liberamente esprimersi, creando quello stile nobile e bohémien, etereo e bon ton  che ancora contraddistingue il marchio.

Due anni dopo, nel 1965, avviene l’incontro con Fendi, ed assume la guida anche della casa italiana. Diventa parte della famiglia, non solo dell’azienda. Silvia Venturini Fendi lo ricorda con dolcezza ed affetto, come un padre.

Nel 1980 il Kaiser Karl crea il suo brand, Lagerfeld, e produce in proprio vestiti e profumi. Tre anni dopo, nel 1983, diventa direttore creativo della Maison Chanel.

Karl Lagerfeld Chanel

Karl Lagerfeld e Chanel

La sua visione di Chanel prosegue idealmente il progetto originario di Mademoiselle. Non replica pedissequamente quello che Coco Chanel aveva già fatto, ma riprende il cammino da lei tracciato.

Accompagna il marchio fino al nuovo millennio ed oltre. E’ grazie a lui, alla sua visione straordinaria, al suo senso estetico impareggiabile che accessori ed abiti creati negli anni ’20 restano intatti nella loro magia fino ai giorni nostri.

Sono capi classici, eleganti e senza tempo, perché il bello assoluto non invecchia, non si lascia sopraffare dalla novità.

Karl Lagerfeld sperimenta il pop

Chanel, un vecchio mausoleo polveroso pieno di fossili  di un passato glorioso diventa un’icona pop. Non c’è ragazza, fashionista, influencer che, pur nell’ignoranza della storia della grande maison francese, non desideri la mitica borsa 2.55, nella versione rivisitata e rimodernata da Karl Lagerfeld.

E’ un Hermes, paradossalmente, Karl Lagerfeld, il messaggero che porta agli uomini il messaggio degli Dei.

Il suo messaggio è la bellezza, e noi poveri comuni mortali tendiamo le mani per riceverlo. Nel 2004 si avvale anche della collaborazione con H&M, per rendere alcune delle sue creazioni accessibili davvero a tutti. Tuttavia, non è soddisfatto di come il colosso del fast fashion gestisce le vendite. Gli approvvigionamenti sono minimi, moltissimi negozi non ricevono la merce.

Karl Lagerfeld HM

Kaiser Karl è furioso. Il suo progetto di diffondere ovunque la bellezza si scontra con la logica del marketing di H&M, che preferisce produrre in piccole quantità i capi della capsule per sottolinearne un’illusoria esclusività.

E’ un giochino al quale il Maestro non avrebbe mai voluto prestarsi e chiude definitivamente ogni rapporto con H&M.

Karl Lagerfeld icona pop

Se si vuole vedere un lavoro ben eseguito è meglio farlo da soli, così Karl Lagerfeld rinforza il suo brand utilizzando se stesso, la sua immagine. Sarà quello il veicolo che porterà la bellezza nel mondo.

Nel 2001, in pochi mesi perde oltre 40 chili, per poter calzare perfettamente gli abiti neri attillatissimi ed i colli bianchi inamidati che diventano una parte integrante della sua immagine.

La sua chioma bianca accuratamente composta, i suoi grandi occhiali scuri, il suo volto perennemente lontano dalle emozioni degli uomini ed anche il suo gatto, Choupette  sono l’immagine replicata su magliette, accessori, giacche e denim, in un gioco di specchi in cui l’artista diventa oggetto e soggetto dell’opera d’arte ed anche brand.

Karl Lagerfeld logo

Paragonabile forse ad Andy Warhol nell’amore per il pop, per lo stile dissacrante che diviene presto quotidiano, Karl Lagerfeld è un amico, un mito, un’immagine, un grande artista e molto di più, per tutti noi che lo abbiamo sfiorato, che ci siamo avvicinati, oppure che siamo rimasti a distanza.

Fotografo straordinario, stilista unico, uomo incredibile… come possiamo definire il Kaiser della moda?

Non sapremo mai, forse, come sia nato o come sia morto, ma non è importante. E’ la sua vita, grande immensa, titanica l’opera d’arte che vogliamo tenere con e continuare ad ammirare per sempre.

Ovunque tu sia, aufwiedersehn Kaiser Karl!

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